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    Tra poche ore...

    ....inizia il rinnovamento della stagione..la ruota lentamente gira e il susseguirsi degli eventi ci rende più grandi e più coscienti.
    Grazie per quello che immagino, per quello che sò e per quello che ancora devo apprendere!

    ...ritrovarsi...

    ...non sempre tutto è perduto..per fortuna, delle volte ci si può ritrovare!

    Festività celtica di Imbolc (1-2 Febbraio)-Festa cristiana della Candelora

    La luce che è nata al Solstizio di Inverno comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio: le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Le genti antiche erano molto più attente di noi ai mutamenti stagionali, anche per motivi di sopravvivenza. Questo era il più difficile periodo dell’anno poiché le riserve alimentari accumulate per l’inverno cominciavano a scarseggiare. Pertanto, i segni che annunciavano il ritorno della primavera erano accolti con uno stato d’animo che oggi, al riparo delle nostre case riscaldate e ben fornite, facciamo fatica ad immaginare.

    Se sovrapponiamo la Ruota dell’Anno al nostro moderno calendario, la prima festa che incontriamo cade l’1 febbraio.

    Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg. L’etimologia della parola è controversa ma i significati rinviano tutti al senso profondo di questa festa. Infatti Imbolc pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”: ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una lustrazione che purifica dalle impurità invernali.
    Invece Oimelc significa “lattazione delle pecore” mentre Imbolg vorrebbe dire ‘nel sacco” inteso nel senso di “nel grembo” con riferimento simbolico al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra e con un riferimento più materiale agli agnelli, nuova fonte di cibo e di ricchezza, che la previdenza della Natura e degli allevatori avrebbe fatto nascere all’inizio della buona stagione.
    L’allattamento degli agnelli garantiva un rifornimento provvidenziale di proteine. Il nuovo latte, il burro, il formaggio costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per bambini e anziani nei freddi giorni di febbraio.

    Imbolc è una delle quattro feste celtiche, dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale. In questa ricorrenza il fuoco è però considerato sotto il suo aspetto di luce, questo è infatti il periodo della luce crescente. Gli antichi Celti, consapevoli dei sottili mutamenti di stagione come tutte le genti del passato, celebravano in maniera adeguata questo tempo di risveglio della Natura. Non vi erano grandi celebrazioni tribali in questo buio e freddo periodo dell’anno, tuttavia le donne dei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce (le celebrazioni iniziavano la vigilia, perché per i Celti ogni giorno iniziava all’imbrunire del giorno precedente).

    La festività celebrava la luce, che si rifletteva nell'allungamento della durata del giorno, e nella speranza per l'arrivo della primavera. Era tradizione celebrare la festa accendendo lumini e candele. In epoca cristiana la festa di Imbolc venne equiparata alla Candelora. Poiché la festa pagana era sotto gli auspici della dea Brígit, si trasformò nella ricorrenza di Santa Brigida.

    Non è corretto tuttavia affermare che la festa cristiana della Candelora, celebrata il 2 febbraio, sia subentrata all'antica ricorrenza di Imbolc. Innanzitutto non esiste nessuna evidenza del fatto che Imbolc fosse celebrata in epoca pre-cristiana al di fuori dell'Irlanda (da cui provengono gli unici soconti scritti), mentre la festa della Candelora ha origine nel bacino del Mar Mediterraneo. L'una e l'altra festa coincidono in quanto appartengono entrambe al calendario astronomico-stagionale, essendo il 1° febbraio il punto equidistante tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera.tratto da: ilcerchiodellaluna e wikipedia

    L'Arnica

    ARNICA, arnica montana L. olio vietato secondo le normative vigenti


    Famiglia delle Composite, Asteracee Pianta aromatica perenne, bella pianta con i fiori a forma di margherita gialli cresce nelle zone montane viene usata come unguento, tintura o olio essenziale Si trova in Europa centro meridionale, in Asia centrale, nel Nord America, in Italia, si impiegano i fiori e le radici.

    USO ESTERNO Arnica;
    L’arnica va impiegata per uso esterno, opportunamente diluita per evitare eruzioni cutanee eritematose, in pomata ed impacchi, si raccomanda di utilizzarla sulla cute integra Nelle preparazioni in commercio è una pianta sicura,

    AZIONI  ARNICA Antiinfiammatoria, antimicrobica, antinevralgica, analgesica, antiflogistica, riduce gli edemi attiva per la preparazione di unguenti e olii per le INFIAMMAZIONI DELLE ATRICOLAZIONI e dei MUSCOLI, per le DISTORSIONI, i LIVIDI, ematomi, le VENE VARICOSE, o i traumi dei tessuti o dopo un incidente, nei TRAUMI, nelle DISTORSIONI, nelle ECHIMOSI, nelle CONTUSIONI, REUMATISMI, floglosi delle mucose orali e faringee, FORUNCOLOSI, punture di insetto, EMORROIDI, flebiti superficiali, , riduce rapidamente il gonfiore ed il dolore Si usa come antinfiammatorio, revulsivo, stimola la circolazione, facilita l'assorbimento degli ematomi e riduce rapidamente il gonfiore ed il dolore.
    COMPONENTI ARNICA Olio essenziale che nei fiori è composto da acidi grassi, idrocarburi paraffinici e terpenici, alcoli triterpenici, arnicina, arnidiolo e faradiolo, sostanza amara, acido caffeico, acido clorogenico, inulina, tannino catechico, lattone sesquiterpenico, flavonoidi nei fiori, isoquercitina, astragalina, luteolina-7-glucoside, cumarine, umbelliferone, scopoletina carotenoidi, fitosteroli, n-alcani, polisaccaridi, elenalina, diidroelenalina ed esteri, timolo, acidi grassi,acidi fenoli,
    CONTROINDICAZIONI  ARNICA, non applicare sulle ferite aperte, perche’ causa irritazione, non   assumere per via orale, a meno che sia diluita nelle preparazioni OMEOPATICHE, gli olii e le creme vengono impiegate per uso topico per stiramenti lussazioni

    ATTENZIONE,all'OLIO ESSENZIALE DI ARNICA 
    perchè SE INGERITA causa NAUSEA, VERIGINI vomito diarrea, allucinazioni,  e non vanno  inalate  grandi dosi del’olio essenziale puo’ insorgere una grave depressione respiratoria e cardiocircolatoria.

    ATTENZIONE anche la crema per uso esterno non va su ferite aperte dato che puo’provocare arrossamento e irritazione La presenza di elenina può provocare in soggetti sensibili dernmatite da contatto.
    Le preparazioni in commercio sono sicure.

    tratto da www.erboristeriaedaltro.com

    La Propoli

    La Propoli

    è una resina, ed è utile nelle affezioni delle prime vie respiratorie, angina, faringite, rinite, tonsillite, sinusite, otite, gastrite, colite, ulcere gastro duodenali, nelle affezioni della prostata, nelle infezioni delle vie urinarie, ha spiccate proprietà antimucotiche, utile nel meteorismo, nella pesantezza, nella costipazione, nelle affezioni del cavo orale, nelle ragadi, nelle infiammazioni dell'apparato genitale femminile, nella leucorrea, per uso esterno si usa per le contusioni, le ferite, le ustioni, la couperose, i geloni, le screpolature, gli ascessi i foruncoli, ulcere varicose, lesioni alla regione anale, calli, duroni, dermatite squamosa, eczema, psoriasi, micosi del cuoio capelluto.

    COMPONENTI, è costituita da una miscela di composti di natura aromatica e fenolica, arricchita da acidi grassi, terpeni, aminoacidi, vitamine, sali minerali, flavonoidi, quercetina, calangina, isalpinina, ramnocitina, kempferide, crisina, tettocrisina, acidi carbossilici aromatici, acido caffeico, acido ferulico, resine, balsami, cere, minerali, alluminio, calcio, cromo, rame, ferro, manganese, piombo, silicie, vitamine del gruppo B vitamina C ed E.

    CONTROINDICAZIONI, è una pianta sicura alle dosi indicate.

    Personalmente ne assumo un paio al giorno quando comincio ad avere mal di gola e nel caso fosse una forma virale entro poche ore comincio a sentire già grande giovamento.

    Rimedi naturali...guarire con la Natura

    Amo i rimedi naturali perchè come ho già detto sono amante della Natura e credo fermamente che per i piccoli disturbi e i piccoli acciacchi possiamo tranquillamente affidarci a Lei per guarire.

    Di seguito vorrei trattare alcuni rimedi che mi sento di consigliare perchè in prima persona li ho testati e quindi passarli a Voi per provare ad usarli.

    Non sono nè medico nè naturopata..mi piace semplicemente seguire le vie naturali e sperimentarle...quindi ciò che vale per me non è detto che vale anche per gli altri. Diciamo che se tutti cominciassimo a rispettare la Terra che ci ospita e ci volessimo un pochino più bene forse vivremmo in un mondo migliore e staremmo sicuramente meglio anche noi.


    La Natura

    La Natura è la mia vita...adoro viaggiare e scoprire posti nuovi immersi nella Natura.
    Le foto dei miei album ne danno dimostrazione di quanto io la ami.